In der Spätantike erlebten die Städte im Kernland des Römerreiches einen tiefgreifenden Wandel: Mit der Schwächung des Zentralstaates war das römische Modell städtischen Zusammenlebens kaum mehr aufrechtzuerhalten und Siedlungen nahmen ein immer unterschiedlicheres Gesicht an, je nachdem, ob sie etwa als Bischofssitz oder Herrscherresidenz neue Funktionen übernahmen oder zum Agrarzentrum herabsanken. Traditionelle Strukturen urbanen Lebens lösten sich allmählich auf oder wurden sogar gewaltsam zerbrochen und die mittelalterliche Stadtlandschaft begann sich zu formen.
Archäologisch lassen sich diese Entwicklungen anhand der Wandlungen im Wohnbau besonders gut fassen, während neue Repräsentationsbauten selten sind.
Dieses Buch präsentiert ausgewählte Beiträge einer Tagung am Deutschen Archäologischen Institut Rom zu den oberitalienischen Städten in der Spätantike und bündelt aktuelle Fragen der spätrömischen Siedlungsarchäologie.
„Zusammenfassend lässt sich sagen, dass es dem Band durchaus gelungen ist, vor allem im Bereich der Entwicklung städtischer Wohnbebauung bisherige Forschungsergebnisse zu bündeln und eine regional differenzierte Zwischenbilanz zu ziehen. Zusammen mit den vor kurzem erschienenen Synthesen von A. Haug und C. Witschel bildet er somit ein gutes Fundament für weitere Forschungen.“
In: sehepunkte 5 (2005), Nr. 11 [15.11.2005],
http://www.sehepunkte.de/2005/11/7493.html
With PALILIA, the German Archaeological Institute of Rome introduces a new series of publications, primarily monographs on archaeological research done in or starting from Italy. The series will deal with new approaches and innovative research methods, and subjects neglected in classical archaeology. The subject range includes central archaeological research areas, such as Graeco-Roman sculpture, iconography, architecture, urban research, and topographic studies, as well as topics from social and economic history, history of religion and of everyday life.
Le nostre conoscenze sulle città romane sono generalmente orientate verso le fasi del loro massimo sviluppo e verso alcuni monumenti particolarmente rappresentativi o ben conservati. Una prospettiva di questo tipo rischia tuttavia di farci perdere di vista la loro effettiva natura di organismi viventi che, con il trascorrere dei secoli, si sono evoluti e modificati assumendo molteplici forme, dalla nascita alla maturità, fino ad una decadenza che in certi casi poté provocarne la scomparsa.
I contributi di questo volume, che raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, intendono porre in luce, per l’Italia settentrionale, uno dei periodi più complessi e dinamici, e al tempo stesso meno noti, nella vita dei centri urbani: quella tarda antichità che con alterne vicende, tra crisi e riprese, avviò il trapasso verso il medioevo.
Sulla base della più aggiornata documentazione archeologica si ricostruiscono dunque le forme e le trasformazioni di una componente fondamentale delle città, vale a dire le case di abitazione, considerate tanto di per sé quanto come elementi primari del paesaggio urbano. Il loro studio permette infatti di cogliere non solo importanti indicazioni di ordine topografico ed architettonico, ma anche economico, sociale e culturale, tali, nell’insieme, da delineare un articolato quadro del particolare momento storico.
Con l’indebolirsi dello stato centrale le manifestazioni insediative appaiono sempre più diversificate e condizionate dalle varie situazioni locali; tutto ciò, insieme alla frammentarietà dei dati tipica dell’archeologia urbana, non consente di giungere a conclusioni univoche o definitive. Resta comunque l’importanza di questa iniziativa come occasione di verifica e di confronto, utile per l’avanzamento e il rinnovamento degli studi sulle città antiche.